Il Sole 24 Ore intervista Vittorio Pellegrini, direttore dei Graphene Labs

"La magia del grafene – e quella di tutta la famiglia dei materiali bi-dimensionali – è di conferire alla matrice a cui viene aggiunto i suoi "super poteri''. Il grafene, infatti, a oggi, non sostituisce la materia prima con cui viene fatto un prodotto ma viene integrato per migliorarne le prestazioni. E ne basta pochissimo: in un chilo di nylon sono sufficienti 5-10 grammi di grafene per ottenere performance incredibili. Ma produrre grafene in grandi quantità e di ottima qualità non basta. Il vero collo di bottiglia di questa tecnologia è la produzione. Lo sanno bene le aziende che si rivolgono all'Istituto Italiano di Tecnologia di Genova, che vanta un notevole know how in questo campo (è tra l'altro anche coordinatore di uno dei 12 progetti della Flagship europea) con il suo un centro di ricerca sul grafene e tre brevetti. "Questa conoscenza – spiega Vittorio Pellegrini, direttore del Graphene Labs dell'lIT – ci ha permesso di fare il passo successivo, ovvero creare uno spin off che da un lato produce grafene e dall'altro i protocolli necessari per integrare nei materiali convenzionali usati nell'industria manifatturiera. In altre parole i nostri ricercatori e i tecnici delle imprese lavoreranno insieme per definire i processi compatibili con la specifica produzione, offrendo in pratica un servizio su misura per ogni prodotto". "Le tecnologie usate per lavorare le materie plastiche, la gomma o le fibre sono sostanzialmente standard – continua Pellegrini – noi interveniamo per implementarle e avviare il nuovo processo di produzione che ha il grafene integrato. Lo spin off .dell’lIT – che aprirà ufficialmente i battenti tra un paio di mesi – si pone quindi sul mercato come un'azienda di servizi altamente tecnologica che sopperisce anche alla richiesta di materiale. "In Italia, alle porte di Como, abbiamo la più grande fabbrica produttrice di grafene su scala industriale (30 tonnellate all'anno) con cui già collaboriamo – precisa Pellegrini – Ma il grafene si produce in vari modi, quello che noi abbiamo brevettato è un metodo che ha caratteristiche complementari a DirectaPlus, che è anch'essa socia della nuova startup genovese", ampliando così il portafoglio di scelta e di servizi. Ma in Bedimensional, questo il nome dello spin off, si produrranno 30 dei 500 materiali bidimensionali scoperti dopo il grafene". Questo è "essere bi-dimensionali”." (Sole 24 Ore Nòva – Lezioni di Futuro, 10 dicembre 2015, pag. 35)

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