Super batterie contro petrolio: Vittorio Pellegrini su Corriere Innovazione

Batterie

I laboratori di ricerca di mezzo mondo sono al lavoro. Se si rimane in casa, ad esempio, solo tre anni fa il team del professor Vittorio Pellegrini all’Istituto Italiano di Tecnologia ha sostituito all’anodo di grafite della batteria a ioni di litio un anodo composto da grafene, ottenendo così rendimenti superiori al 25%. Un’altra strada battuta disperatamente da tutti i maggiori player è quella del silicio. Sulla carta promette rendimenti dieci volte superiori ma anch’esso presenta un problema: il silicio si espande e si contrae quando la batteria si carica e si scarica, e dopo pochi cicli di ricarica l’anodo è soggetto a rotture. Ecco perchè si cerca di unirlo ad altri materiali, come il 'solito’ resistente grafene. C’è chi ritiene, e il professor Pellegrini dell'Iit avvalora questa tesi, che nel giro di poco si riesca ad ottenere batterie stabili basate sul silicio che consentano di ridurre a poche decine di chilogrammi il peso delle batterie nelle auto elettriche per arrivare a 200-300 chilometri di autonomia (o in alternativa di portare l’autonomia a mille chilometri con un pacco di batterie di un centinaio di chilogrammi).

(Corriere Innovazione - 26 Ottobre 2017)

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